Nascita e origini dell’esperanto
Essere compresi dal prossimo è per l’uomo un sogno antico quanto quello di Icaro. Ottenere che le parole giungano con lo stesso significato con il quale sono state pronunciate, evitando malintesi e superando barriere, è un desiderio universalmente condiviso.
Ludwig Lejzer Zamenhof
Ed è inseguendo questa meta che tra il 1887 Ludwig Lejzer Zamenhof, medico e linguista, pubblicò per la prima volta un’opera in quella che egli sperò divenire una lingua universale e che aveva messo a punto nel decennio antecedente: l’esperanto.
Doktor Esperanto
Ma chi era il padre dell’esperanto? Ludwig Lejzer Zamenhof nacque, figlio di famiglia ebraica, nel 1859 a Bialystok, città della Polonia allora sotto dominio dell’impero russo, dove le diverse etnie conviventi spesso si combattevano tra di loro. La sua idea di un idioma universale ebbe origine nel progetto iniziale di trovare una lingua comune a tutti gli ebrei; tanto che la sua opera fu la prima edizione della grammatica yiddish in lingua russa. Ben presto Zamenhof comprese però che è proprio la diversità linguistica a creare ostilità e che, quindi, il nuovo idioma avrebbe dovuto essere unico per tutte le etnie.
Fu così che dapprima elaborò quella lingua che successivamente sarebbe stata definita con il nome di proto-esperanto e che, attraverso un uso sistematico degli affissi, rese superflue molte delle radici che compongono le parole delle lingue vive. Zamhof dovette, a causa della censura vigente, attendere il 1886 per divulgare il suo primo opuscolo intitolato “Internacia Lingvo”, in cui illustrava i benefici di una lingua che poteva essere universalmente adottata perché minimalista con le sue pochissime regole grammaticali (soltanto 16, senza eccezioni) ed un alfabeto di 28 lettere.
Una lingua morale
Intanto Zamenhof aveva acquisito anche la certezza che non sarebbe stata sufficiente una lingua comune per realizzare il suo sogno, e si dedicò anche all’elaborazione di una religione universale. La triste presa di coscienza non gli impedì però di pubblicare nel 1887 il suo primo libro, Unua Libro, scritto in quell’ idioma che fino ad oggi ha subito ben poche modifiche.
image: © matttilda – Fotolia.com
Post simili:
- L’universalità temuta
- Lingue non piú in uso in Europa
- Sotto la bandiera verde
- L’importanza dei dialetti




