L’universalità temuta

giu 20, 2011 da genius

Gli Esperantesi non ce l'avevano facile.Dopo vent’anni dal libro presentato da Zamenhof (Unua Libro, 1887), un cospicuo numero di riviste in tutto il mondo pubblicava oramai articoli in questa nuova lingua, il cui uso restò però, per molti anni, prevalentemente scritto, mentre congressi di esperantisti si organizzavano periodicamente in diverse città.

Durante la seconda guerra mondiale

Fu proprio durante un congresso che Zamenhof, nel 1905, rinunciò al ruolo di guida del movimento per evitare che la lingua subisse danni legati alla sua persona ed al crescente antisemitismo. Ciò nonostante, durante la seconda guerra mondiale, gli esperantisti vennero perseguitati dal regime nazista, ed anche negli anni a seguire l’idioma che aspirava ad una comunicazione universale, non fu ben visto dai diversi governi.

Il ritorno della speranza

Gli esperantisti dovettero attendere gli anni ’70 per veder rifiorire il movimento e per poi festeggiarne la rinascita durante il primo congresso panafricano nel 1991.
Oggi l’esperanto è una lingua studiata da molti, tanto da aver conquistato il terzo posto nella graduatorie delle lingue straniere parlate. Alcune stazioni radio di rilievo adottano, durante le trasmissioni radiofoniche o via web, questo idioma e svariate opere letterarie importanti vantano la traduzione nella lingua inventata da Zamhof.

Associazione Universale di Esperanto: divulgazione e filosofia

Vi sono varie organizzazione che si occupano della sua divulgazione, prima su tutte, grazie al suo impegno a livello mondiale, la AUE (Associazione Universale di Esperanto) con sede centrale a Rotterdam.
Gli obiettivi perseguiti dagli esperantisti hanno raccolto maggiore accettazione con la nascita dell’UNESCO , la cui ideologia è affine a quella esperantista e mira, come questa, ad un’universalità dei diritti umani senza distinzioni di razza, sesso, lingua o fede. Nel 1954 l’AUE è stata ufficialmente riconosciuta dall’UNESCO come organismo con potere consultivo.
L’AUE si prefigge non solo la divulgazione dell’esperanto bensì anche la semplificazione delle relazioni tra le popolazioni, senza discriminazione alcuna; la collaborazione con associazioni apolitiche a difesa dei diritti umani e che hanno come fine la realizzazione, anche parziale, delle idee dell’AUE ed, infine, l’opposizione alla discriminazione linguistica.
Fedeli al sogno del padre fondatore, gli appartenenti al movimento esperantista, cercano di rendere il mondo migliore attraverso una migliore comunicazione.

image: © Felix Pergande – Fotolia.com

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