Sotto la bandiera verde
Attualmente l’AUE (Associazione Universale Esperanto) è presente con le sue associazioni affiliate in 55 nazioni. Con la nascita del web e l’uso sempre più diffuso dei network sono nate inoltre molte comunità di esperantofoni in rete. Il numero degli appassionati di questa lingua senza frontiere ed i cui giovani percorrono le strade del mondo muniti di Pasporta Servo, è stimato tra i due milioni ed i sei milioni.
Il movimento negli USA
Vasta è l’associazione no profit Esperanto-USA, nome adottato dal 2007 per l’Esperanto Lega per il Nord America pur mantenendo la denominazione originale, che pubblica il maggior numero di libri in esperanto, guide alla lingua ed un opuscolo bimestrale dal nome Usona Esperantisto. L’associazione dispone di un sito web attraverso il quale è possibile, dopo il versamento di una modesta quota associativa, acquisire libri, DVD e CD, ottenere informazioni su corsi di esperanto, richiedere l’invio del bollettino redatto con scadenza bimestrale ed, ovviamente, entrare in contatto con gli esperantisti di tutto il mondo. La quota associativa consente inoltre di usufruire di uno sconto per la partecipazione al congresso organizzato annualmente, con sporadiche eccezioni, negli USA.
In barba alle dotte critiche
Una delle critiche rivolte all’esperanto, idioma che si basa su tre famiglie linguistiche (romanza, germanica e slava) è quella di essere, in quanto lingua franca, svincolata dal vissuto e dalla cultura di un popolo, rendendola in questo modo priva di anima e di cultura e, conseguentemente, inadatta ad esprimere le emozioni ed il pensiero elevato, al contrario delle lingue classiche. Malgrado questi ed altri appunti rivolti da linguisti all’esperanto, però, il numero delle persone che si appassiona allo studio di questa lingua è in costante aumento così come anche i corsi e le lezioni online. Tanto che il mercato informatico propone, da qualche anno ormai, sistemi informatici con un’interfaccia grafica che consente l’uso dell’esperanto nella scrittura.
foto: Ina Schoenrock – Fotolia
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